Il formaggio Castelmagno

In origine il Castelmagno aveva un metodo di elaborazione tutt’altro che semplice. Si poneva il latte della sera in mastelli di legno per conservarlo fino al mattino seguente. Veniva poi scaldato ed unito al latte della mungitura mattutina. Dopo aver aggiunto il caglio di capretto in pasta, la cagliata che se ne formava veniva rotta finemente a mano mediante l’uso di un mestolo e posta in una reticella dove si pressava a mano per spurgare il siero eccedente. Questa rete era appesa per circa 24 ore e successivamente osta a riposo in una tinozza per i 3 giorni seguenti.
Passati i tre giorni si riprendeva la lavorazione rimescolando la pasta , riammentendola in reticella con l’aggiunta al centro di una manciata di sale.
Dopo di chè si poteva passare alla fase finale con l’immissione nello stampo dove si poteva ulteriormente pressare sempre a mano in un primo momento e poi con pesi in un secondo.
Finita questa fase le forme venivano lasciate riposare 6 giorni negli stampi e dopo finalmente estratte e salate in superficie ogni 2 giorni per un totale di 30 giorni.
Un complesso di passaggi molto laborioso e delicato dunque che portavano comunque il Castelmagno ad essere un formaggio di gran pregio.

Formaggio Castelmagno prezzo

Il castelmagno e’ un formaggio raro, che vanta innumerevoli tentativi di imitazione. Ma il castelmagno d’alpeggio DOP e’ un formaggio caro, da centellinare gustandolo tal quale o utilizandolo nelle ricette della tradizione piemontese. Sicuramente il miglior prezzo del formaggio Castelmagno, non potendo andare direttamente in Val Grana, lo potrete trovare online alla Basilica di Sanformaggio.

Come utilizzare il Castelmagno nelle vostre ricette

L’utilizzo in cucina del formaggio Castelmagno è svariato. Si può gustare così com’è, oppure abbinato ad un miele, meglio se di tiglio (vedi Miele al tiglio) o con una melata di quercia (vedi Abbinamenti con il miele), oppure si presta a diverse preparazioni di gnocchi, torte salate, polenta o fondute, ma la sua “morte”, come si dice è il classico Risotto al Castelmagno.

Il risotto al Castelmagno

Nella versione con miele e noci
Ingredienti per 4 porzioni:
• 600 g di Riso Carnaroli
• 1 cipolla
• brodo vegetale
• vino bianco
• vino bianco d.o.c. piemontese q.b.
• 500 g di Castelmagno D.O.P.
• miele
• olio extra vergine di oliva
• burro
• noci sgusciate

Preparazione:

In una casseruola mettere olio e burro. Aggiungere della cipolla tritata fine e farla rosolare. Inserire il riso e tostarlo bene. Bagnare con vino bianco D.O.C. piemontese. Dopo che il vino sarà consumato, inserire dei pezzetti di Castelmagno e continuare la cottura con brodo vegetale, girando sempre il riso con un cucchiaio di legno.
Quando sarà quasi pronto, aggiungere gr. 200 di Castelmagno sbriciolato e 3 cucchiai di miele. Terminare la cottura. Mantecare con burro e Castelmagno a schegge. Al momento del servizio spargere sopra al riso un filo di miele e delle noci sgusciate

Il Santuario di Castelmagno santuario

E’ di particolare interesse nella località il Santuario di San Magno che conserva al suo interno un gran numero di piccoli quadri ex-voto, spesso realizzati da mani più avvezze all’uso di attrezzi agricoli che di pennelli, che nella loro semplicità descrivono perfettamente i rischi che corre il montanaro. Numerosi si riferiscono agli animali allevati, vacche e tori, che da mansueti compagni dei sacrifici della vita in montagna si trasformano in pericoli per uomini e bambini, oppure cavalli che imbizzarriti travolgono uomini invece che fornire forza lavoro per i campi e trazione per i carri. Da tutti comunque traspare la profonda federeligiosa dei montanari e come, in particolare in passato, la vita dell’uomo e degli animali domestici fossero strettamente legate nel tentativo di ricavare nutrimento e reddito sufficiente a permettere di mantenere la famiglia in un territorio difficile se non ostile.

Il formaggio castelmagno in gravidanza

Come tutti i formaggi, il castelmagno d’alpeggio fa molto bene.
Il formaggio rappresenta un concentrato di tutte le qualità nutritive del latte. È quindi un’ottima fonte di proteine indispensabili all’organismo e di calcio, minerale anch’esso indispensabile nei processi di crescita del nostro organismo, nella formazione e nel mantenimento delle ossa e dei denti, nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella contrazione dei muscoli, nella coagulazione del sangue e nella permeabilità cellulare. Il fabbisogno di calcio varia con l’età ed il sesso: fino a 24 anni è necessario assumere circa 1200 milligrammi di calcio al giorno, nelle età successive il fabbisogno diminuisce a circa 800-1000 milligrammi al giorno; durante la gravidanza è bene assumere 400 milligrammi giornalieri in più rispetto al fabbisogno normale.

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